Nation-Building regionale

Joseph Rohrer, Uiber die Tiroler

Dolore condiviso in una "nazione montana tirolese" (con)divisa?

La Fonte del mese dell’HISTOREGIO „Uiber die Tiroler“ è un piccolo trattato sulla popolazione tirolese dell’anno 1796. L‘autore, Joseph Rohrer (1769–1828), usa un concetto ambiguo di nazione: le due nazioni linguisticamente separate dei "tedeschi" („Deutsche“) e degli "italiani" („Italiäner“) nelle sue pagine convivono in un concetto di nazione che è ancora aperto e locale.

„Una certa limitatezza concettuale“? („Eine gewisse Eingeschraenkheit in den Begriffen“?)

Nella sua rappresentazione "etnologica" dei tirolesi del 1796 Joseph Rohrer usa diversi termini e classificazioni per la descrizione della popolazione tirolese di allora. Il concetto di nazione a quel tempo era molto attuale. Nella collettività si diffuse la percezione di sè e dello straniero come nazioni che ha portato, dal periodo di transizione a cavallo dell‘Ottocento, alla graduale reinterpretazione e all'ascesa del concetto di nazione come elemento di identificazione per ampie fasce della popolazione.    
Rohrer usa il termine in una forma molto specifica. La sua "nazione di montagna" („Bergnation“), in cui racchiude tutti i tirolesi (e gli abitanti dei principati vescovili di Bressanone e Trento che all'epoca erano indipendenti) sembra indifferente al dibattito sull'importanza e sul ruolo della nazione, condotto negli ambienti politici dell'Europa centrale e del Tirolo. La visione di Rohrer include una chiara missione educativa, del tutto coerente con il suo legame con l'Illuminismo. Il suo intento educativo è rivolto principalmente ai residenti di lingua tedesca della Contea del Tirolo. Con il termine collettivo della sua "nazione montana" („Bergnation“), che è anche usato come sinonimo di "popolo delle montagne" („Bergvolk“), Rohrer riunisce i due gruppi (linguistici), definendoli anche nazioni (linguistiche): "tedeschi" („Deutsche“) e "italiani" („Italiäner“).    

Due nazioni in una? La "nazione montana tirolese" (Die „Tiroler Bergnation“)

Rohrer nota che le due nazioni dei "tedeschi" („Deutschen“) e degli "italiani" („Italiäner“) dovrebbero in linea di principio essere distinte "per quanto riguarda il modo di pensare e il carattere morale" („in Ruecksicht auf Denkart und sittlichen Charakter“). Oltre alle numerose differenze, talvolta descritte sulla base di stereotipi come per esempio per l'ambito artistico e linguistico, Rohrer menziona anche le somiglianze dei due gruppi. Queste consistono nelle simili condizioni di vita condivise dalla popolazione residente nella regione: il clima alpino e il paesaggio delle Alpi sono quindi tra gli elementi che maggiormente segnano la "gente di montagna" tirolese. Gli abitanti del Tirolo sono caratterizzati da particolare abilità, da piacere nell'allenamento fisico (come dimostrano gli esempi del "Robler" nella Oberinntal o dei "giochi nazionali" del "Welschtiroler"), ma anche da un alto livello di operosità. La sofferenza condivisa che deriva dalle dure condizioni climatiche porta così alla fusione dei due gruppi separati linguisticamente (e culturalmente?) in una comune "Nazione di montagna". Rohrer indica nel "Welschtiroler" per le sue capacità intellettuali il modello per il tirolese di lingua tedesca. Tuttavia nemmeno questa benevolenza ha potuto impedire che sul versante italiano il lavoro di Rohrer fosse accolto negativamente, complice il diffondersi, nel corso del XIX secolo, di un atteggiamento sempre più nazionalista.


Citazioni dalla fonte

Somiglianze: elementi della "nazione montana tirolese" in Rohrer

Forza fisica: „Doch immerhin! Der Tiroler sucht nicht durch körperliche Schoenheit anzuziehen, sondern mehr durch Koerperstaerke zu fesseln.“ (p. 9)

Operosità: „So wie dieses Bergland durch seine Rauhigkeit die Veranlassung der Jagdlust des Tirolers ist, so wird es auch durch seine Unfruchtbarkeit die Ursache der Betriebsamkeit desselben.“ (p. 16) „Ein gleiches Lob verdienen die Waelschtiroler, welche sich in mehreren rauhen Confinthaelern nicht gereuen lassen, Erde wiederhohlten Mahlen auf ihre kahlen Felsen zu tragen, um die Polenta anzubauen.“ (p. 17)

Dolore condiviso: „In den älteren Jahren, wo so mancher drueckende Kummer an der Wange des Tirolers Furchen graebt, und in die Stirne Runzeln verfestigt, ziehen sich die großen Augen zurueck, und die Mundwinkeln fallen. Die dicken borstigen Augenbrauen verbinden sich dann nicht selten über der Nase, und bilden gleichsam eine unregelmaeßige Linie. […] Endlich werden der Kopf und die breiten Schultern durch die centnerschweren Lasten, die der Tiroler bergauf und ab traegt, zum Nachtheile einer schoenen Koerperstellung zu sehr hervor gedruckt.“ (pp. 7-8)

Differenze: elementi di una nazione linguistica italiana e tedesca in Rohrer

Gusto artistico: „Sobald man aber die Tiroler weiter in dem anmuthigen Gefilde der schoenen Kuenste verfolget, so scheint es eben nicht, daß Deutsche und Waelsche ohne Unterschied gleiche Ansprueche auf deren Besitz haetten.“ (p. 71) „Viel kommt dem Waelschtiroler schon dadurch zu Gute, daß er sich in einer Sprache auszudruecken hat, die an sich so viel Sonores besitzt. Dagegen ist die Idiotismenreiche Sprache der deutschen Tiroler von schweren Mitlautern angefuellt. Die verschiedenen zur Aussprache derselben zu bewegenden Muskeln sind sowohl wegen der Grobheit der durch viele Abhaertungen steif und unbiegsam gewordenen Fasern, als wegen des Druckes, den sie durch die bey den deutschen Tirolern angeschwollenen Halsdruesen erleiden, viel zu unbehuelflich, als daß die kleineren Unterschiede, zwischen aehnlichen Bewegungen in geschwinden Passagen beobachtet werden koennten.“ (p. 74)

Capacità intellettuali: „Wir haben uns bereits ueberzeugt, daß die Tiroler mehrere koerperliche und geistige Vermoegen zu ueben sich angelegen sey lassen; moechte man dieses doch auch in Ruecksicht ihrer natuerlichen Verstandsfaehigkeit sagen koennen! Zwar scheint eine gewisse Eingeschraenkheit in den Begriffen, ein gewisser mit vieler Behaglichkeit verbundener Ideenstillstand, welcher nicht unrichtig mit der Unbeweglichkeit der jeder Gewalt trotzenden Felsenmassen verglichen werden kann, das gewoehnliche Loos der Gebirgsbewohner zu seyn; allein in Ruecksicht der Tiroler ist dieß der entschiedene Fall. […] Sollte man nun aber wegen aller dieser vorausgegangenen Thatsachen einen durch Vorurtheil und Aberglauben gefesselten Verstand mit unter die charakteristischen Zueg der gesammten Nation aufnehmen wollen, so ist man nichts destowenig sehr irrig daran. Denn bereits im Anfang dieses Jahrfuenzig [nach 1750] zeigt sich hier und da im Confinenkreise [im Bereich von Rovereto] jene hellere Denkart, welche jetzt bey einer Summe von beynahe einmal hunderttausend Bergbewohnern, alle Waelschtiroler, unverkennbar in die Augen faellt.“ (pp. 77 e 81)
 
Ulteriori pubblicazioni sul concetto di una "nazione tirolese"

Karl Gottfried Hugelmann, Art. Rohrer, Joseph, in: Allgemeine Deutsche Biographie 29 (1889), pp. 64–68.

Margret Friedrich, Zwischen Länder-Eigen-Sinn und Gesamtstaatsidee. Eine begriffsgeschichtliche Untersuchung zum Tiroler Landtag 1790, in: Geschichte und Region/Storia e regione 13/1 (2004), pp. 171–190.

Meinrad Pizzinini, Die „Tiroler Nation“ und das „Heilige Land Tirol“, in: Klischees im Tiroler Geschichtsbewusstsein. Symposium anläßlich des zehnjährigen Bestehens des Tiroler Geschichtsvereines. 8. bis 10. Oktober 1992. Tiroler Landeskundliches Museum im Zeughaus Kaiser Maximilians I. in Innsbruck, Innsbruck 1996, pp. 51–61.

Martin P. Schennach, Revolte in Region. Zur Tiroler Erhebung von 1809, Innsbruck 2009, insbesondere pp. 170–187.

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La fonte del mese può essere trovata online a questo link.

Alexander Piff
Progetto HISTOREGIO: "Nation-building nel contesto regionale. Deutschtirol - Welschtirol - Südtirol - Trentino (1848-1914)"

Leopold-Franzens-Universität Innsbruck

Contatto: Alexander.Piff@uibk.ac.at

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