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Roncegno

"Gli accertamenti dei danni di guerra"

Mancano i magistrati

Durante la guerra mondiale molti comuni del Tirolo meridionale limitrofi al fronte erano stati gravemente danneggiati dagli eventi bellici. Il Regno d’Italia faticava a trovare i giudici civili per le commissioni di accertamento, dato che moltissimi erano ancora impegnati nella magistratura militare. Durante la guerra, i Tribunali militari di guerra italiani avevano pronunciato un numero spropositato di sentenze che – paragonate con quelle di altri stati – inoltre erano di ineguagliabile durezza, come per esempio la famigerata decimazione.[1]

Il Nuovo Trentino del 6 giugno 1919 scrive:
“Si stanno costituendo le commissioni mandamentali di accertamento e liquidazione dei danni di guerra delle terre liberate, ciascuna delle quali deve essere presieduta da un magistrato.
Le difficoltà gravissime incontrate finora derivano dall’estrema penuria di magistrati, molti dei quali sono adibiti alla giustizia militare, segnatamente per l’attuazione dell’amnistia. Ora queste difficoltà si vengono man mano superando e il ministro di grazia e giustizia ha già comunicato al ministro delle terre liberate, assicurando di avere sollecitato il congedamento di quelli tra essi che si trovano tuttora sotto le armi.”



[1] Bruna Bianchi, La follia e la fuga: nevrosi di guerra, diserzione e disubbidienza nell’esercito italiano (1915-1918), Roma 2001.
Enzo Forcella/Alberto Monticone, Plotone di esecuzione. I processi nella Prima guerra mondiale, Bari 2014.
Irene Guerrini/Marco Pluviano, Le fucilazioni sommarie nella Prima guerra mondiale, Udine 2004.



Immagine: I danni dei bombardamenti italiani a Roncegno (TN) - fonte: K.u.k. Kriegspressequartier, public domain



[06.06.2019 Thomas Sinha]
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