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20 italienische centesimi, 1912
20 centesimi del 1912

Mancanza di spiccioli

"Nel Trentino non c’è rame"

Dopo la guerra, le autorità italiane non riuscirono ad approntare una quantità sufficiente di monete, costringendo la popolazione del Tirolo meridionale a ricorrere a espedienti, come francobolli, fiammiferi o sigari

Il quotidiano Il Nuovo Trentino del 30 settembre 1920 pubblicò la lettera di un cittadino:
"Nel Trentino non c’è rame
Sotto questo titolo leggiamo nel Giornale d’Italia una corrispondenza da S. Cristoforo in Valsugana:
'Signor Direttore,
La prego di avere la bontà di pubblicare nel suo reputato giornale che qui, nel Trentino, non si vede né una moneta di rame né un nichelino e che si va avanti con francobolli, marche da bollo e perfino con striscie bollate per bottiglie di liquori, saponi, medicinali, pacchi di cicoria, ecc.
Quanto tutta questa carta ingommata ha girato per un po’ di giorni da una mano all’altra diventa tanto lurida, che, piuttosto di metterla nel portafogli quando si ha la disgrazia di dover ricevere un resto, si preferisce rinunziarci, oppure comperare una qualunque piccola cosa anche se non se ne abbia necessità.
Ma non si potrebbe coniare, con 9 parti di ferro e una di zinco, dei miliardi di monete da cinque, dieci e venti centesimi?
E se non si può, che si provveda in qualche altra maniera per togliere dalla circolazione tutta questa poltiglia viscida e nauseabonda?!

               Giuseppe Calzoni ' "

 





Immagine: 20 centesimi, 1912 – public domain


 



[30.09.2020 Thomas Sinha]

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